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da Google voce: Capogrossi design"

DEEPS Design - profondità progettuali.

Design and Evolution ofExperimentalPrototypesSuggested.

Experimental Experience and Evolution of Platforms Subjects -Project Prototypes/Serial Product & web-communication strategy - crowdsourcing Design.

Progetto sperimentale di interoperabilità di ricerca e didattica di Data-Design condotto attraverso innovativi scenari e forme di organizzazione dei processi di apprendimento interattivo e collettivo.
PROGETTI, SPERIMENTAZIONI E PROTOTIPI CON DIFFERENTI MATERIALI - Laboratorio Design, Progetti sperimentali, Prototipizzazione, Comunicazione - crowdsourcing design - modalità progettuali con utilizzo di piattaforme creative INTERACTIVE SYSTEM TO EVOLUTION OF CREATIVE PLATFORMS -

deepsdesignbycp@gmail.com

DEEPS DESIGN by Cecilia Polidori - http://deeps-design.blogspot.it

DEEPS DESIGN 1 by Cecilia Polidori - http://deepsdesign1.blogspot.it

DEEPS DESIGN 2 by CeciliaPolidori - http://deepsdesign2byceciliapolidori.blogspot.it
DEEPS DESIGN 3 by Cecilia Polidori - http://deepsdesign3byceciliapolidori.blogspot.it
DEEPS DESIGN 4 by CeciliaPolidori - http://deepsdesign4byceciliapolidori.blogspot.it
DEEPS DESIGN 5 by Cecilia Polidori -http://deepsdesign5byceciliapolidori.blogspot.it
DEEPS DESIGN 6 by Cecilia Polidori - http://deepsdesign6byceciliapolidori.blogspot.it

Laboratorio Design, Progetti sperimentali, Prototipizzazione, Comunicazione.

La realizzazione di un Laboratorio di Design - DEEPS Design atto a fornire spazi e strumenti per l’elaborazione, variazione e controllo di manufatti sperimentali e la possibilità di elaborare prototipi e componenti seriali e o strutturali inseribili nella realtà produttiva costruttiva.

I materiali come la carta, la ceramica, la plastica, il legno, offrono un ampio spettro di variazioni e possibilità di sperimentazione progettuale e di studio e, inoltre, quali fonti sostenibili di materia di recupero, possibilità di riutilizzo e riciclo.

lunedì 12 novembre 2012

La vespa, simbolo del design italiano = size XS 1/2 post

La vespa, simbolo del design italiano

Vacanze romane è un film del 1953 (http://it.wikipedia.org/wiki/Vacanze_romane ), diretto da William Wyler  e interpretato da Gregory Peck e Audrey HepburnÈ la storia di una giornata, di un amore e di una Roma che mostra i suoi lati più belli (http://www.mymovies.it/film/1953/vacanzeromane/pubblico/?id=299588 )e che oltre a rendere celebre la Hepburn, rese famosa la Vespaun modello di scooter della Piaggio, brevettato il 23 aprile del 1946, su progetto dell'ingegnere aeronautico Corradino D'Ascanio;l’associazione tra la Vespa e le sinuose figure di donne è una delle chiavi di  successo del nuovo mezzo di trasporto (http://www.ergonomia.info/letture/letture_stampa/st_renzi_vespa.html), che diventa cosi uno dei prodotti di disegno industriale più famosi al mondo, spesso utilizzato come simbolo del design italiano.
L’immagine, tratta dal film, è stata utilizzata in una delle esercitazioni della professoressa Polidori durante il corso di disegno industriale dell’anno 2011/2012  (http://ceciliapolidoritwicedesign4.blogspot.it/ ) ed è stata rielaborata con il titolo “ Design … a spasso …!! ” dalla studentessa Giusy Pesce (http://ceciliapolidoritwicedesign4.blogspot.it/2012/06/designa-spasso.html), la quale aggiunge all’immagine originale alcuni oggetti di design prodotti dall’esercitazione Paper bracelets (http://ceciliapolidorideisgnlezioni2.blogspot.it/p/appunti-lezione-5-2-esercitazione.html). L’attrice, alla guida di una Vespa, mette in evidenza le braccia mostrando al polso destro My bracelets Keith Haring (http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/03/my-bracelets-keith-haring.html) , ispirato alle opere di Keith Haring e creato da Immacolata Lacopo, che definisce le figure attraverso contorni neri, marcati e l’ uso acceso dei colori. 
Al polso sinistro , Audrey indossa il Bill bracelets (http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/bill-bracelets.html) creato da Maria Chiara Grasso che si basa sulle serigrafie di Max Bill, in particolare su una serigrafia “ Quadrato bianco completato da colori primari ”; le figure sono create con il cartoncino e unite da un sottile nastro di rame;Infine, sempre al polso sinistro, lo Skep bracelets (http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/skep-bracelet.html) creato da Maria Lorenza Crupi, che riprende le forme delle cellule delle spugne marine, usando rotoli di cartone spillati tra loro, dipinti di rosso, nero e bianco con all’ interno guarnizioni circolari, a segnare le cavità.
"L'arte vive attraverso l'immaginazione delle persone che la guardano. Senza questo contatto, l'arte non esiste."                                                                                                                            -Keith Haring-                                                                         
Veronica Bruzzaniti

La semplicità del design = size XS 1/2 post

La dolce vita è un film del 1960 diretto da Federico Fellini. È uno dei film più famosi della storia del cinema. http://it.wikipedia.org/wiki/La_dolce_vita
Una delle scene del film (ovvero dove la protagonista Sylvia, interpretata da Anita Ekberg, è immersa nell’acqua della fontana di Trevi) è stata scelta da Azzurra Micalizzi per utilizzarla nell’esercitazione del corso di disegno industriale 2010/2011. http://ceciliapolidoritwicedesign4.blogspot.it/
L’esercitazione è costituita dal susseguirsi di tre immagini. 
Nella prima di esse (in basso a sinistra) la protagonista Sylvia indossa “Zizi armban”http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/bracelet-zizi-sto-provando.htmlbracciale realizzato da Enza Lacopo in das con struttura in fil di ferro che trae ispirazione dal giocattolo “Scimmietta Zizì” di Bruno Munari, realizzato in gommapiuma malleabile e prodotto nel 1953 dalla Pirelli.  
 
"Zizi armban" Enza Lacopo
"Scimmietta Zizì" Bruno Munari
Nella seconda immagine (al centro) la protagonista indossa invece “Odalisca bracelet”, bracciale realizzato da Giusi Fazio con l’utilizzo del das e poi dipinto in tre colori: giallo,bianco e nero.  http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/my-odalisca-bracelet.html.

"Odalisca bracelet"  Giusi Fazio
Il punto di riferimento per lo studio di questo bracciale è “Totem Odalisca” prodotta da Ettore Sottsass per la collezione “Mirabili d’arte” creata da Sergio Camilli
"Totem Odalisca" Ettore Sottsass
Nella terza ed ultima immagine il bracciale che la protagonista indossa è “Skep bracelet” realizzato da Maria Lorenza Crupi

"Skep bracelet" Maria Lorenza Crupi
La fonte d’ispirazione in questo caso diviene la natura, in particolare le forme semplici di una spugna marina o gli alveoli di un’arnia. Il bracciale viene costruito con dei rotoli di cartone riciclato e opportunamente piegati, verniciati e assemblati. http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/skep-bracelet.html
Sabrina Fazzari

LA MATITA DI KATE

Cari nuovi autori, 

dopo aver partecipato e contribuito con interesse alla vostra prima lezione di Disegno industriale, non potevo non interessarmi a quello che poteva esserne l'esito.

Ho letto con attenzione ogni vostro singolo post e devo dire che non ve la state cavando benino.

Ho già commentato il post di Marco Barone, ma vorrei e dovrei spendere qualche parola per ognuno di voi.

Il mio consiglio è: PRESTATE ATTENZIONE e SIATE CORRETTI.

Prestate attenzione a ciò che vi si sta chiedendo di fare, alle ricerche sul web, alle fonti che trovate, alle citazioni. 

Verificate che i link di riferimento che state allegando siano corretti. 

Fate tesoro delle correzioni ai vostri errori. 
La correzione di un vostro post o di un post altrui racchiude la risposta alle tante domande che vi ponete.
Siate corretti nei confronti degli altri vostri colleghi autori. Imparate a non commettere i loro stessi errori ma non copiate i loro post.
Per fare design servono nuove idee, tanta fantasia, NON I "COPIA E INCOLLA".
So che non è semplice. Anch'io come voi, l'anno scorso, ho incontrato delle difficoltà. Ma con l'impegno tutto si risolve.

Sono fiduciosa e attendo con ansia di leggere validi ed interessanti post. 

La matita di Kate: SCRIVETEMI

Ragazzi,

perché continuate a chiedere pareri o informazioni in giro sui social network o a chiedermi privatamente? io sono qui per voi, per aiutarvi e per assistervi tutti allo stesso modo. 


Questi sono due esempi, nascondo nomi e foto perché come questi post ce ne sono tanti altri.


SE VOI AVETE UN PROBLEMA, SCRIVETEMI, io sono qui per AIUTARVI!!!Io vi seguo continuamente e avendo già sostenuto il corso, ho più esperienza di voi.

Se riuscissimo a  risolvere i  problemi scrivendo sulla piattaforma, tutti potrebbero leggerli, tutti potrebbero accedervi facilmente (piuttosto che scorrendo pagine e pagine dedicate a tutti i problemi universitari su fb) e tutti potrebbero trovare le risposte che cercano.
Non credete? 

Paper Bracelets are a Marilyn's Best Friend

Paper Bracelets are a Marilyn's Best Friend
L’immagine è un fotomontaggio della locandina del famoso film “Gli uomini preferiscono le bionde” del 1953 con protagonista Marilyn Monroe  frutto del lavoro degli allievi del corso di design " twice   design " della Prof.ssa Cecilia Polidori a.a  2011\2012 http://ceciliapolidoritwicedesign.blogspot.it. La foto ritrae la bella attrice  indossare alcuni “paper bracelets” in sostituzione ai veri gioielli del manifesto. Questi prototipi sono oggetti realizzati dagli allievi dell’anno scorso che accostati e “indossati” da Marilyn diventano oggetti preziosi e ricercati. 
       Bill Bracelet di Maria Chiara Grasso, prototipo realizzato con listelli di legno pitturati e legati con un sottile filo di rame, che riprende una serigrafia di Max Bill del 1962, ovvero“Quadrato bianco completato da colori primari”. http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/bill-bracelet-versione-in-legno.html;
     Mondrian Bracelet di Giusy Fazio, bracciale realizzato con il das e costituito da vari quadrati di  diversa grandezza dipinti con colori a tempera e legati fra loro da un filo, che riprende i quadri “non rappresentativi” del pittore Mondrian. http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/02/mondrian-bracelet.html;
    My Odalisca Bracelet di Giusy Fazio, che prende spunto dal “Totem Odalisca” di Ettore Sottsass creato per la collezione “Mirabili Arte d’Abitare”. Realizzato in das e dipinto con colori giallo, bianco e nero. http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/my-odalisca-bracelet.html;
     My Bracelets Keith Haring di Immacolata Lacopo, bracciale ispirato alle opere di Kaith Haring e realizzato con il das riproducendo le figure dell’artista statunitense, colorandole e legandole tra loro. http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/03/my-bracelets-keith-haring.html;
   My Meo Romeo Bracelet di Domy D’amico, realizzato utilizzando come esempio il gatto “Meo Romeo” di Bruno Munari. http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/my-meo-romeo-bracelet.html;
    My Totem Bracelet di Enza Lacopo, realizzato riprendendo il tema del “Totem Odalisca ” e di due    Totem della collezione “Flavia” di Ettore Sottsass. http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/my-totem-bracelet.html;
    Skep Bracelet di Maria Lorenza Crupi, realizzato utilizzando rotoli di cartone riciclato, assemblati  piegati e dipinti, ottenendo così una forma che riporta col pensiero a cellule di spugna marina, agli alveoli di un’arnia o semplicemente a degli occhi. http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/skep-bracelet.html;
        Marilyn mostra con entusiasmo e soddisfazione i propri gioielli frutto di fantasia, orgogliosa di averli    come suoi “migliori amici”. Tali braccialrappresentano il "Design Sostenibile" ed esaltano l'eleganza  di Marilyn rendonoli veri oggetti del design. L'attrice con la posizione delle mani alzate, mette in evidenza i propri bracelets cercando di infondere in chi la guarda la propria ammirazione verso tali esaltandone  forme e colori.
Emanuela Lo Presti

domenica 11 novembre 2012

x identificaz.

Questa è una delle immagini più importanti di tutti i tempi, ritrae infatti il primo sbarco dell’uomo sulla luna, avvenuto il 21 luglio 1969. Nel 2012 questa famosa immagine viene rielaborata da Giusy Fazio. Accanto ad Armstrong, infatti appaiono degli oggetti di design creati dall’architetto olandese,esponente importante del movimento De stijl ,Thomas Rietveld. Tra le mani Armstrong stringe un modello di Red Blue Chair. Questa sedia è l’esemplificazione della ricerca di funzionalità e di trasparenza ma anche della positività trasmessa dai colori primari e dall’insieme di linee geometriche che compongono il risultato finale http://ceciliapolidoritwicedesign.blogspot.it/2012/01/la-red-blue-chair.html .  La Red Blue Chair appare nell’immagine in due versioni una originale, e l’altra  versione interamente in legno. L’altra sedia presente sulla superficie lunare è la Berlin  chair , che venne progettata per il padiglione olandese all’esposizione di Berlino http://ceciliapolidoritwicedesign.blogspot.i t/2012/01/berlinchair-1923-intornoal-1923.html ,da qui deriva infatti il suo nome. Con la creazione di questa sedia, Rietveld introduce nei suoi progetti due elementi importanti, cioè la simmetria e l’utilizzo dei pannelli piani . E’ realizzata in faggio laccato in nero, grigio e grigio medio. Gli elementi tradizionali - gambe, braccia, seduta e schienale - sono stati abbandonati in favore di un sistema di piani interconnessi, in modo asimmetrico equilibrato, ed il bracciolo è abbastanza ampio per servire come una tabella. http://ceciliapolidoritwicedesign.blogspot.it/2012/03/asimmetrie-e-geometrie-la-berlin-chair.html.  Inizialmente questa sedia doveva essere dipinta in diverse sfumature di grigio. Questo inverte lo sviluppo della Red-Blu Chair, che ha avuto inizio, nel 1918, come una sedia di legno non verniciato, e che ha acquisito il suo schema di colori famoso nel 1923.  Anche la Berlin chair appare in due versioni una classica e l’altra totalmente bianca. Rietveld affermava che:
 La sedia fu costruita con lo scopo di dimostrare che con semplici pezzi lavorati a macchina era possibile fare qualcosa di bello, una creazione spaziale“ .
                                                                                                         Caterina Iannazzo                             

Walking with the design


L’album Abbey Road è considerato dalla critica più accreditata uno dei lavori principali dell’intera carriera dei Beatles e una pietra miliare nella storia del rock. (http://it.wikipedia.org/wiki/Abbey_Road_(album)) La copertina, a sua volta, è una tra le più famose e citate al mondo ma anche tra le più imitate e reinterpretate.
Esempio di una valida reinterpretazione è quello di Antonella Franzè, che rielabora l’immagine per una esercitazione del corso di disegno industriale a.a 2011/2012 tenuto dalla prof.ssa Cecilia Polidori (http://ceciliapolidoritwicedesign.blogspot.it/ ), facendo indossare ai membri del gruppo bracciali realizzati durante il suddetto corso. In questo modo, l’attenzione di chi osserva, grazie anche al contrasto cromatico degli oggetti rispetto al fondo in bianco nero della foto,  non cade più sui particolari riconducibili alla presunta morte di Paul McCartney (http://digilander.libero.it/atavacron/images/pid.html)  (la fotografia, ad esempio, è considerata da molti come la raffigurazione di una processione funeraria) ma sugli oggetti di design, ovvero il bracciale Zizi Armband di Enza Lacopo (http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/bracelet-zizi-sto-provando.html ) ispirato al giocattolo in gommapiuma malleabile progettato dal designer Bruno Munari (http://www.oilproject.org/lezione/bruno-munari-spiega-lorigine-della-scimmietta-zizi-1978.html) e indossato da John Lennon; il bracciale Mondrian Bracelet di Giusy Fazio (http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/02/mondrian-bracelet.html), che osservando i lavori di Piet Mondrian (http://it.wikipedia.org/wiki/Piet_Mondrian) raggiunge come le sue pitture un importante armonia tra linee,colori e superfici , indossato da Ringo Starr; il Bracelets Keith Haring, disegnato da Immacolata Lacopo (http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/03/my-bracelets-keith-haring.html) , che riprende le linee e le forme dei dipinti dell’artista ed è al braccio di Paul McCartney; ultimo lo Skep Bracelet di Maria Lorenza Crupi (http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/skep-bracelet.html) , caratterizzato da un effetto di movimento e profondità conferitogli dai colori e dalle forme, in questo caso quelle semplici della natura, portato da George Harrison.
La sensazione che si trae osservando la foto, anche per l’ estrema naturalezza con la quale i quattro artisti sembrano indossare gli oggetti,  è quella di una sostanziale sintonia e di una notevole armonia rispetto al contesto storico e culturale nel quale l’album venne concepito .

Alfredo Esposito

"THE SIGN" ON THE MOON



Il 21 luglio 1969, Neil Armstrong (nella foto), seguito da Buzz Aldrin, mette per la prima volta piede sulla luna. http://it.wikipedia.org/wiki/Apollo_11
Una delle foto scattate dai due astronauti durante le successive 2 ore e 31 minuti, spese sulla superficie lunare, viene ripresa da Giusy Fazio in una delle esercitazioni proposte nell’ anno accademico 2011/2012 dalla professoressa Cecilia Polidori, docente del corso di Design industriale.

                   
Nella foto, denominata "Lo sbarco del Design", vengono inseriti dall' autrice alcuni oggetti di design ricreati dagli studenti per la seconda esercitazione del suddetto corso quali:
-La "RED AND BLUE CHAIR", disegnata da Gerrit Thomas Rietveld nel 1918, che rappresenta uno dei primi esperimenti di applicazione dello stile del movimento De Stijl in tre dimensioni. La sedia è quindi l’esemplificazione della ricerca di funzionalità e di trasparenza, ma anche della positività trasmessa dai colori primari e dall’ insieme di linee geometriche che compongono il risultato finale. 

La sedia fu costruita con lo scopo di dimostrare che con semplici pezzi lavorati a macchina era possibile fare qualcosa di bello, una creazione spaziale“                           
                                                                                                                                                                                                                                                  G. T. Rietveld
 La poltrona sembra infatti il telaio di una qualunque seduta, ridotta all’osso e alla sua prima spinta creatrice.
Nella foto sono inserite due differenti versioni dell' oggetto, entrambe rielaborate e ricreate dagli studenti del corso : l' originale, in rosso e blu ( R. Russo , F. Leto, visibile al centro della foto tra le braccia di Neil Armstrong, ed una versione interamente in legno sullo sfondo a destra (G. Ferrante , F. Cacciola)
- La "BERLIN CHAIR", realizzata dello stesso Rietveld appositamente per la sua sala espositiva a Berlino (da cui prende il nome) nel 1923. In quest' opera, Rietveld, con l' aggiunta di due nuovi elementi progettuali (asimmetria e costruzione con superfici), si pone l' obiettivo di creare una struttura spazialmente aperta, applicandovi inoltre un design speculare. La differenza tra la "Berlin chair" e la "Red and blue chair" risiede appunto nell' asimmetria e la predominanza dei piani rispetto alle linee della seconda seduta.
Anche della Berlin chair vengono proposte due versioni : quella classica (G. De Blasio , V. Giurlanda), ed una versione completamente in bianco (G. Pesce , G. Santoro).
L' immagine elaborata da Giusy Fazio diventa quindi un mezzo per l' autrice per realizzare una propria versione di quello che è uno dei momenti più importanti della storia dell' uomo aggiungendovi un di design ,e lasciare quindi il proprio "segno sulla luna", del resto chi non vorrebbe farlo...

Alessio Castellino

Neil Armstrong e il Design


  
Il primo allunaggio di un essere umano, il 20 luglio 1969, fu quello di Neil Armstrong, comandante della missione Apollo 11.http://www.mainfatti.it/Luna/Addio-Neil-Armstrong-persi-filmati-originali-allunaggio-NASA_045660033.htm
Questo è uno dei noti scatti che ritrae N.Armstron dopo poche ore lo sbarco
sulla Luna, utilizzato in una delle esercitazioni dettate dalla Professoressa Cecilia Polidori nel corso di Design industriale A.A. 2011/12. http://ceciliapolidoritwicedesign.blogspot.it/
La foto originale in questione, viene presa in esame e rielaborata da Giusy Fazio allieva del corso di design -twice design- con titolo "Lo sbarco del Design".http://ceciliapolidoritwicedesign4.blogspot.it/2012/06/lo-sbarco-del-design.html cercando di dare il suo tocco di Design a uno dei più attesi e importanti traguardi dell' uomo, Armstrong adesso sembra aver un pò di nostalgia della sua Terra, in quel momento tanto lontana, infatti lo vediamo stringere fra le braccia  una delle riproduzioni trovate sulla Luna, del modello della Red & Blue chair di Gerrit Thomas Rietveld , di alcuni allievi, (due tra i tanti esempi, Federica Cilea  allieva del corso di design -twice design- es. http://ceciliapolidoritwicedesign.blogspot.it/2012/01/red-and-blue-chair.html  
riproducendo così uno dei simboli del Neoplasticismo, di cui fanno parte importanti esponenti come Piet Mondrian che si espone dicendo:
"Cosa voglio esprimere con la mia opera? Niente di diverso da quello che ogni artista cerca: raggiungere l'armonia tramite l'equilibrio dei rapporti fra linee, colori e superfici. Solo in modo più nitido e più forte".
Anche Gerit Rietveld promuove  un nuovo concetto spaziale "i miei mobili tentano di non interrompere lo spazio". Rietveld sembra aver visto la sua sedia Red & Blu come un'opera d'arte poiché la chiama "creazione spaziale", indicandola come una scultura nello spazio, piottosto che un pezzo di mobilia. http://www.bauhauswarehouse.com/index.php?option=com_content&view=article&id=77&Itemid=92&lang=it
Attorno ad Armstrong possiamo notare altre opere di Ritveld che giacciono sulla superficie lunare, si tratta di altri tre modellini, quella in fondo è sempre la Red & Blu, in questo caso nella versione legno al naturale  realizzata da altri allievi (alcuni esempi di Fabrizio Cacciola allievo del corso di design -twice design-  es. http://ceciliapolidoritwicedesign.blogspot.it/2012/03/red-and-bluemodellino-legno.html e di Giancarlo Ferrante allievo del corso di design -twice design- es. http://ceciliapolidoritwicedesign.blogspot.it/2012/01/realizzazione-di-una-red-and-blue-in.html )
I restanti due sono, una la Berlin chair di Gerit Rietveld, è stata progettata nel 1923 appositamente per la Sala Esposizione Olandese a Berlino, da
cui ne deriva il nome. Egli esprime il suo stile nella modulazione geometrica dello spazio ottenuta per mezzo della scansione dei piani, sui quali agisce il peso diverso dei colori fondamentali. E' questo ciò che egli sintetizza con la progettazione di questa seduta. http://tricchetetracchete.wordpress.com/2012/08/22/berlin-chair-rietveld/ riprodotta in modelli da altri allievi, (tra alcuni esempi quella di Vanessa Giurlanda allieva del corso di design -twice design- es. http://ceciliapolidoritwicedesign.blogspot.it/2012/01/berlinchair-1923-intornoal-1923.html , e l'altra spempre la Berlin chair nella versione interamente bianca, riprodotta in modelli da allievi, tagliando, verniciando e assemblando diverse parti di compensato. (esempio, di Giuseppe Santoro allievo del corso di design -twice design- es.http://ceciliapolidoritwicedesign.blogspot.it/2012/03/white-berlin-chair-la-berlin-chair.html Ricordando sempre le parole di Bruno Munari "Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch'io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima".

 Francesco Guglielmo